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Radioestesia e lettura dell’Universo (Pubblicato su La Runa Bianca n°2 Agosto 2011

Letteralmente, la Radioestesia è la sensibilità alle radiazioni; per radiazione intendiamo l’energia magnetica emanata da qualsiasi corpo, sia esso del mondo animale che vegetale o minerale.

La Fisica ha dimostrato che tutto l’Universo si trova sotto forma di energia e, in pratica, ciò che noi vediamo come una sostanza solida e materiale è, in realtà, un agglomerato di atomi trattenuti insieme da campi energetici. Questi campi sono tutti interagenti tra loro e, grazie al campo portante della Terra non hanno limiti di spazio e di tempo.

Ma, non solo ciò che ha una struttura fisica è dotato di energia, infatti, lo sono anche il pensiero, i suoni, i colori, le forme; basti pensare alla forza emanata dal colore rosso o al relax di una determinata musica.

Nel corso di decenni di studi ed esperimenti, i pionieri della Radioestesia hanno dimostrato che era possibile quantificare queste energie perchè avendo un carattere oscillante se ne poteva misurare la frequenza e la lunghezza d’onda.

Il lavoro dell’operatore si basa sul principio della risonanza secondo il quale frequenze uguali si riconoscono e vibrano insieme. L’esempio della radio può far comprendere velocemente questo principio: dopo aver acceso la nostra radio iniziamo a cercare il canale, o la frequenza, sulla quale una stazione sta trasmettendo l’informazione che ci interessa, fermandoci quando la troviamo. Operare con la Radioestesia significa proprio questo: sintonizzarsi sulle frequenze dell’Universo e con la pratica si impara a decodificare tali frequenze, anche stabilendo delle convenzioni e lavorando su unità di misura diverse. Il corpo umano funziona esattamente come un’antenna, capace di ricevere e trasmettere allo stesso tempo e in ogni momento del giorno e della notte siamo sottoposti ad un infinito numero di frequenze sia benefiche, pensiamo ad esempio alla vista di una bella immagine o all’ascolto di un bel suono, che dannose, o meglio non in sintonia, ma che purtroppo l’uomo non è più in grado di sentire e decodificare; oggi abbiamo lasciato questo compito alla tecnologia.

Attualmente esistono due scuole di pensiero tra gli operatori di Radioestesia che spiegano i motivi della risonanza tra l’essere umano e il mondo circostante; una è strettamente fisica, l’altra mentale.

Nella prima spiegazione si fa riferimento alla presenza di cellule magnetiche, presenti nel corpo umano nell’area ipofisaria, nonché alla sensibilità magnetica delle cellule renali,responsabili della vibrazione di risonanza dell’operatore.

Nella spiegazione mentale è la mente che funge da collegamento con lo stimolo esterno, trasmettendo al sistema nervoso dei micro movimenti in risposta allo stimolo. Ma comunque in entrambi i casi la risposta dell’operatore si manifesta con micro vibrazioni visibili con l’ausilio di strumenti quali il pendolo o il biotensor.

Alcuni ritengono che sia proprio il pendolo lo strumento capace di dare risposte nei test ma in realtà esso è solo un prolungamento o un amplificatore che mette in risalto le micro vibrazioni del braccio umano, la vera antenna dell’operatore. Con la pratica e l’esercizio si è in grado di fare a meno di oggetti come il pendolo e di riconoscere subito la risposta del proprio corpo ad uno stimolo; addirittura è possibile allenare il corpo a dare altri tipi di risposta, come lo sbattere delle palpebre o l’attrito allo sfregamento dei polpastrelli.

Personalmente ritengo che sia la giusta combinazione di entrambe a far si che l’operatore riceva le giuste informazioni. Infatti, come abbiamo detto precedentemente, anche un pensiero trasmette vibrazioni e pertanto può essere utilizzato per effettuare test di Radioestesia. Ma come si svolgono questi test?

Innanzitutto bisogna dire che i campi di applicazione della Radioestesia sono infiniti, forse l’unico limite è la fantasia; si possono cercare persone o oggetti smarriti, acqua o minerali sotterranei, faglie, dosare alimenti o medicinali, trovare una strada, sentire le intenzioni di una persona, il suo stato di salute e il suo umore, arredare una casa, scegliere un colore. I test possono essere svolti sia sul posto e direttamente a confronto con l’oggetto del test oppure a distanza mediante l’utilizzo di testimoni che possono essere campioni di sangue o capelli, una firma, un disegno o una mappa, una foto. Esistono anche dei disegni, chiamati circuiti, capaci di trasmettere una determinata vibrazione a qualsiasi distanza. In virtù del carattere universale del magnetismo, tutti questi testimoni informano l’operatore senza alcun limite di tempo e di spazio. E’ possibile, per esempio, risalire ai proprietari di un oggetto o al percorso effettuato da una banconota.

Recentemente un nuovo strumento di indagine per chi opera con la Radioestesia è rappresentato da un vero e proprio atlante energetico, messo a punto dalla studiosa Marisa Grande, in cui tutto il globo terrestre è stato suddiviso in celle, tutte interconnesse, che rispondono sia alle forze telluriche che a quelle cosmiche. L’analisi di queste celle da un punto di vista vibrazionale può evidenziare lo stato di salute dell’area corrispondente, sia da un punto di vista tellurico che umano. L’applicazione della radioestesia in una cella permette di individuare movimenti tellurici in atto nel sottosuolo, grazie all’energia liberata, ancor prima che si manifestino in superficie con un epicentro generatore di terremoti. Ovviamente, non tutti i movimenti tellurici si manifestano al suolo, proprio in virtù del trasferimento di energia tra le celle, ma sicuramente siamo fronte ad un nuovo metodo di indagine capace di innalzare la percentuale di successo in una previsione.

Quantificando l’energia in una cella si può stabilire la frequenza, o informazione, dominante che sta agendo su tutte le forme viventi in essa contenute; l’esame in tal senso può evidenziare il perdurare di determinate influenze sulla popolazione. Abbiamo già detto come l’essere umano risponda a tutti gli stimoli provenienti dal mondo circostante e questo si può tradurre in comportamenti sociali di massa, come ad esempio in un innalzamento di azioni violente simili tra loro, in rivolte di massa ma anche in pace ritrovata dopo una lunga guerra, in comportamenti dettati da ansie e paure.

E’ da notare che, essendo la mappatura di Marisa Grande di natura frattale, si può arrivare a tracciare e analizzare anche celle piccolissime, per esempio lungo una strada o in un quartiere cittadino.

Anticamente l’uomo era in grado di riconoscere i segnali e le informazioni che riceveva dalla natura; informazioni indispensabili per la propria sopravvivenza. Me era anche in grado di utilizzare, in base alle diverse vibrazioni, ciò che la natura gli suggeriva. Possiamo osservare la capacità degli animali di percepire qualsiasi tipo di vibrazione energetica per comprendere quali siano le nostre potenzialità in tal senso.

Un rimedio per riacquistare la sensibilità perduta è senza dubbio quello di adottare uno stile di vita più vicino alla natura, facendo un uso moderato di dispositivi elettronici, trascorrendo più tempo in spazi aperti ad osservare ogni fenomeno naturale come ad esempio il vento e il movimento delle piante, toccando fisicamente la terra e le pietre, fino a sviluppare una coscienza di appartenenza a tutto l’Universo.

Stefano Delle Rose Agosto ’11

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